Bill Gates: lavoreremo 2 giorni a settimana grazie all’AI

Bill Gates lavoreremo 2 giorni a settimana entro 10 anni grazie all’AI

Il miliardario e co-fondatore di Microsoft, Bill Gates, ha dichiarato che l’intelligenza artificiale (AI) automatizzerà la maggior parte delle attività umane, portando a una drastica riduzione della settimana lavorativa. Secondo Gates, entro un decennio potremmo trovarci a lavorare solo due giorni a settimana.

L’AI ridurrà il bisogno di lavoro umano

Se non sei un fan della classica settimana lavorativa 9-5, ci sono buone notizie: Gates prevede che, grazie all’AI, il carico di lavoro umano si ridurrà drasticamente. Durante un’intervista al The Tonight Show con Jimmy Fallon, Gates ha ipotizzato che, con il ritmo attuale dell’innovazione tecnologica, l’uomo non sarà più necessario per la maggior parte delle attività lavorative.

Bill Gates: lavoreremo 2 giorni a settimana grazie all’AI

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“Come saranno i lavori del futuro? Dovremmo lavorare solo 2 o 3 giorni a settimana?”, ha detto Gates, suggerendo che un cambiamento radicale è alle porte.

Il concetto di lavoro sta cambiando

Non è la prima volta che Gates parla di una riduzione della settimana lavorativa. Già nel 2023, quando ChatGPT era agli inizi, aveva affermato che la società avrebbe potuto progressivamente arrivare a un modello in cui lavorare tre giorni a settimana sarebbe diventata la norma. Il mondo, di conseguenza, dovrà riconsiderare come impiegare il maggiore tempo libero.

“Se guardiamo il quadro generale, lo scopo della vita non è solo lavorare”, ha detto Gates durante il podcast “What Now?” di Trevor Noah.

Benefici di una settimana lavorativa ridotta

L’idea di una settimana lavorativa più breve potrebbe essere una boccata d’aria per chi soffre di burnout e stress da lavoro, soprattutto dopo la pandemia. Diversi studi dimostrano che una riduzione delle ore lavorative migliora la produttività e il benessere dei lavoratori. Ad esempio, un’azienda che ha adottato la settimana lavorativa di quattro giorni ha riscontrato un aumento della produttività del 24% e una riduzione del burnout del 50%.

Questa tendenza sta iniziando a prendere piede in alcuni paesi. Il governo metropolitano di Tokyo ha recentemente annunciato un passaggio alla settimana di quattro giorni, anche per incentivare l’aumento del tasso di natalità in Giappone. Anche Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, ritiene che l’AI ridurrà la necessità di lavorare a tempo pieno, ipotizzando una settimana lavorativa di tre giorni e mezzo. Tuttavia, per il momento, la sua azienda mantiene ancora una rigorosa politica di presenza in ufficio per cinque giorni alla settimana.

Quali professioni saranno sostituite dall’AI?

Con l’intelligenza artificiale sempre più presente nei luoghi di lavoro, alcune professioni subiranno cambiamenti più radicali di altre. Gates ha individuato due settori che saranno particolarmente impattati dall’AI: medicina e istruzione.

“Nel prossimo decennio, l’intelligenza diventerà gratuita e onnipresente: avremo accesso a eccellenti consigli medici e a tutoraggio di alta qualità grazie all’AI”, ha spiegato Gates.

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Nonostante alcune professioni rimarranno in mano agli esseri umani (ad esempio, il baseball professionistico), Gates immagina un futuro in cui l’AI svolgerà quasi ogni compito, dalla produzione industriale all’agricoltura.

“Ci saranno alcune attività che continueremo a fare noi, ma per quanto riguarda la produzione, il trasporto e la coltivazione del cibo, con il tempo diventeranno problemi risolti”, ha concluso.

Il futuro del lavoro: opportunità o sfida?

L’automazione dei lavori grazie all’AI potrebbe portare a un aumento del tempo libero e a una maggiore qualità della vita, ma solleva anche interrogativi su come la società gestirà questa trasformazione.

Se la previsione di Gates si avvererà, nel giro di 10 anni potremmo dover ripensare radicalmente al concetto stesso di lavoro e produttività.

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